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Di Valentina Spagnolo
Pubblicato: 21 Settembre 2026

Congresso Nazionale Geoscienze 2026: il futuro del Mondo e della società!

AL PADOVA CONGRESS DI PADOVA DAL 14 AL 17 SETTEMBRE, SI È TENUTO IL CONGRESSO NAZIONALE CONGIUNTO DELLA SOCIETÀ GEOLOGICA ITALIANA E SOCIETÀ ITALIANA DI MINERALOGIA E PETROLOGIA:

BEN 1000 RICERCATORI DA TUTTO IL MONDO HANNO PRESENTATO RICERCHE SU TUTTI I TEMI DELLE GEOSCIENZE, INCLUSE TRANSIZIONE ENERGETICA, ENERGIA, CAMBIAMENTI CLIMATICI

Un programma con quattro conferenze plenarie: numeri di un grande evento con 40 sessioni e più di 700 ricerche

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Ben quattro conferenze plenarie:

  • Haakon Fossen, University of Bergen, Norway, celebre in tutto il Mondo per essere l’autore del manuale universitario sulla Geologia Strutturale ed è una delle massime autorità nella geologia strutturale, esperto di transizione Energetica e Stoccaggio della CO2. Le sue ricerche sulle faglie e sulla permeabilità delle rocce sedimentarie sono oggi fondamentali per la transizione ecologica, in particolare per lo stoccaggio sotterraneo dell’anidride carbonica.
  • Max W. Schmidt, Department of Earth and Planetary Sciences, ETH Zürich. Scienziato di fama internazionale nel campo della geochimica e della geologia quantitativa che ha dedicato la sua carriera a coprendere i processi geologici interni della Terra e degli altri Pianeti, ricreando in laboratorio le condizioni estreme del mantello e della crosta profonda. E’ ordinario di Petrologia Sperimentale presso il Dipartimento di Scienze della Terra e Planetaria dell’ETH di Zurigo.
  • Telmo Pievani, Dipartimento di Biologia, Università di Padova,  ricopre la Prima Cattedra Italiana di Filosofia delle Scienze Biologiche. Pievani è il massimo esperto di Evoluzione e Darwinismo in Italia anche sull’analisi di crisi climatiche e Antropocene.
  • Massimo Lombardini dell’ISPI – Istituto per gli Studi di Politica Internazionale,  17 Settembre ore 14 e 45 e presso l’ISPI si occupa di Energia e Sostenibilità e Geoeconomia. E’ una delle figure  professionali più autorevoli  in Italia per comprendere le dinamiche dei mercati energetici e globali e la transizione ecologica.

 

Con i saluti del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Picchetto Fratin, del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.

Hanno patercipato;

Massimiliano Zattin, Prorettore con delega alle Relazioni internazionali e al Dottorato e post lauream dell’Università di PadovaNicola Surian, Direttore del Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova

Tatiana Bartolomei, Tesoriere del Consiglio Nazionale dei Geologi

Fabio Florindo, Presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)

Maria Teresa Lettieri, Responsabile del Servizio per la Geologia strutturale e marina, il rilevamento e la cartografia geologica (CARG) dell’ISPRA

Francesco Petracchini, Direttore del Dipartimento Scienze del sistema Terra e tecnologie per l’ambiente del CNR;

Angelo Camerlenghi, ECORD-IODP

Fausto Ferraccioli, Direttore della sezione di Geofisica dell’OGS

Davide Calcagni, Senior Advisor to the Exploration Director, Technology & Industry Scouting, ENI S.p.A.

Mario Jorizzo, Responsabile della Divisione Economia Circolare del Dipartimento Sostenibilità, Circolarità e adattamento al cambiamento climatico dei sistemi produttivi e territoriali dell’ENEA.

 

Fabrizio Berra  – professore di Geologia, Stratigrafia e Sedimentologia – Dipartimento Scienze della Terra dell’Università Statale di Milano, Presidente Congresso:

«L’incontro di 1000 geologi in tre giorni intensi di presentazioni scientifiche è una opportunità che supera i limiti della nostra professione, avendo ricadute sull’intera società. Uno degli obiettivi di questi incontri è anche aumentare nella popolazione la percezione di quanto la conoscenza geologica entra nelle nostre vite».

Terra: Risorse, Rischi, Rispetto – Congresso Nazionale congiunto della Società Geologica Italiana e della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia

Lara Maritan  – professoressa di Georisorse Minerarie e Applicazioni Mineralogico – Petrografiche per l’Ambiente e i Beni Culturali – Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova, Presidente Congresso: « Il congresso congiunto SGI-SIMP nella sua edizione del 2026 vuole essere un’importante opportunità per condividere i risultati dei progetti sviluppati dalla comunità delle Geoscienze italiana e non solo. Il confronto sui numerosi temi di ricerca, soprattutto in relazione alle sfide legate alla società e ai continui cambiamenti del nostro pianeta, favorirà il consolidamento delle collaborazioni esistenti e la nascita di nuove sinergie. Il continuo impulso di nuove idee e approcci metodologici l’entusiasmo e le capacità dei ricercatori più giovani, nonchè l’esperienza di quelli più consolidati, sono gli elementi fondamentali per poter giungere  a una conoscenza sempre più consapevole e precisa del nostro meraviglioso pianeta».

  Insieme le due più importanti Società delle Geoscienze

«Ben 1000 ricercatori, tutta la comunità delle Geoscienze. I congressi sono occasioni preziose di incontro, confronto e aggiornamento, fondamentali per una comunità fortemente variegata come quella dei geologi. Come geologi siamo infatti chiamati a occuparci una varietà di temi che entrano in modo fondamentale nella vita di tutti i giorni: risorse indispensabili provengono dal nostro pianeta  e solo la conoscenza dei processi naturali più consentire il loro utilizzo corretto e una comprensione delle conseguenze delle attività umane, mentre la gestione dei rischi legati ad un pianeta dinamico in un periodo di cambiamenti climatici è fondamentale per non creare situazioni pericolose. L’incontro di 1000 geologi in tre giorni intensi di presentazioni scientifiche è una opportunità che supera i limiti della nostra professione, avendo ricadute sull’intera società. Uno degli obiettivi di questi incontri è anche aumentare nella popolazione la percezione di quanto la conoscenza geologica entra nelle nostre vite (banalmente, attraverso tutti gli strumenti elettronici, che sono costruiti a partire da georisorse preziose) e quanto sia fondamentale per trattare con rispetto il nostro Pianeta».

Lo ha affermato Fabrizio Berra, professore di Geologia, Stratigrafia e Sedimentologia, Dipartimento Scienze della Terra dell’Università Statale di Milano, Presidente del Congresso.

La Società Geologica Italiana e la SIMP

Fondata a Bologna il 29 Settembre del 1881, la Società Geologica Italiana è la più rappresentativa associazione scientifica italiana nel campo delle geoscienze e tra le principali in Europa, con ben 1500 soci in Italia e all’Estero, 14 sezioni e la più antica biblioteca delle Scienze della Terra in Italia con 30.000 volumi.

La “Società Italiana di Mineralogia e Petrologia” (SIMP) viene fondata a Pavia il 12 Dicembre 1940 come “Società Mineralogica Italiana” e viene riconosciuta giuridicamente con il Decreto Reale n. 1901.

Nel 1970, assume il nome attuale.

Dal gennaio 2024 è Associazione per il Sociale ed Ente del Terzo Settore registrato nel RUNTS (Repertorio n. 126811, D.R. Toscana n. 949 del 18 gennaio 2024).

Il prodotto di ricerca dei Dipartimenti di Scienze della Terra italiani

 

Massimo Lombardini  – ISPI: «: Dobbiamo abituarci al petrolio sopra quota 100 euro. Nei prossimi decenni possibili 700 milioni di migranti climatici. L’Italia deve utilizzare anche le sue risorse indigene, negli anni 80 produceva 17 miliardi di metri cubi di gas all’anno, adesso ne produce 3, per una poca lungimirante politica no-triv. Per il prezzo del petrolio non si vede la luce alla fine del tunnel. Anche se la storia dell’energia è piena di previsioni sbagliate sul prezzo del petrolio,  si può dire che se la situazione in medio oriente non si sblocca ci dovremmo abituare a un petrolio sopra quota 100.  Attualmente la situazione è molto complessa, complicata geopoliticamente,  ed è sostanzialmente peggiorata, nel senso che prima c’era bloccato solo lo stretto di Ormuz, adesso il transito alternativo attraverso il Mar Rosso è sotto lo scacco degli Houthi. Quindi la situazione è peggiorata rispetto a poche settimane fa.

Un altro problema che abbiamo vissuto tutti sulla nostra pelle è quello del cambiamento climatico.

Anche se attualmente la discussione in Italia è se siano arrivati qualche decina di migliaia di migranti in più o in meno esistono rapporti delle Nazioni Unite che indicano che nei prossimi decenni potremmo arrivare a ben 700 milioni di migranti climatici. Ci sono sfide importanti da affrontare come l’energia, anche per l’Italia. Negli anni 80 l’Italia produceva 17 miliardi di metri cubi di gas, adesso ne produce 3, ora bisognerebbe riconsiderare lo sfruttamento delle nostre risorse indigene.  Naturalmente nel pieno rispetto delle normative ambientali».

Fonte: Ufficio Stampa Ragosta