Articolo ad intervista a cura di Simona Petrozzi
Un interessante spunti di apertura per ogni donna sul tema del benessere dedicato al pavimento pelvico.
Intervista al Prof. Massimiliano Varriale
Lei è esperto in chirurgia del Pavimento Pelvico. Quanto è importante la salute di questa zona per il benessere generale della donna, e quali sono le patologie più frequenti che riscontra in particolare dopo il parto o a causa di stili di vita sedentari?
Il Prof.re Massimiliano Varriale:
«Senza dubbio per la donna è fondamentale il benessere del pavimento pelvico. Molteplici gli aspetti da ricordare per mantenere lo stato funzionale fisiologico di quello che è un compartimento multiorgano e sincrono ossia: organi funzionalmente differenti – contenitori e diaframmi dell’apparato urinario, riproduttivo e digestivo – ma aventi la stessa innervazione e vascolarizzazione a testimonianza del loro sincronismo, unicità e cooperazione funzionale. I sintomi che spiano malessere in generale riguardano la funzione urinaria – fughe di urine – l’apparato riproduttivo – prolasso uterino e/o vagina – infine disfunzioni del retto ano come peggioramento della costipazione per prolasso rettale, perdite di muco o sangue per prolasso emorroidario, disturbi della continenza anale: tali sintomi inficiano notevolmente sulla qualità della vita della donna in particolare i rapporti interpersonali, sociali e professionali. L’esercizio fisico specifico, la corretta alimentazione, i controlli al bisogno presso i centri multi-specialistici per il pavimento pelvico, le cui figure di riferimento sono il proctologo come il ginecologo e l’urologo, costituiscono i presupposti di base per una corretta prevenzione per il mantenimento del benessere del pavimento pelvico».
Ha specificamente menzionato le fistole retto-vaginali nelle donne, che in alcuni casi possono essere legate a malattie infiammatorie croniche intestinali come il Morbo di Crohn. Qual è l’impatto di queste patologie sulla qualità di vita sociale e personale delle pazienti, e quali tecniche innovative (come l’uso di cellule staminali) state adottando per un trattamento efficace che garantisca una migliore qualità di vita?
«Le fistole retto vaginali possiamo definirle anche con l’acronimo IBD ossia: Invisible Body Disease. Malattie invisibili agli occhi altrui ma che impattano in maniera estremamente negativa sulla qualità di vita non solo personale ma anche sociale e professionale. L’evoluzione delle tecniche chirurgiche ma soprattutto dei presidi chirurgici permettono oggi di evitare ciò che anora oggi in molti centri viene eseguita come tecnica chirurgica di base: il confezionamento di una stomia o ano preternaturale. Se ciò determina la possibilità di chiudere nel tempo – grazie alla diversione delle feci dalla regione retto anale – la fistola retto vaginale ciò complica ulteriormente la qualità di vita della donna che ne soffre in particolare se affetta da MICI – Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali – Specifiche come la Retto Colite Ulcerosa ed il Morbo di Crohn, il cui tessuto infiammatorio cronico tanto determina nelle recidive con alto tasso di rischio. Nei Centri specialistici, che hanno maturato grande esperienza nell’uso, viene utilizzata per la chiusura delle fistole retto vaginali, in particolare con presenza di MICI, la chirurgia rigeneratrice. In particolare si utilizzano le cellule adipose prelevate dal grasso sottocutaneo della parete addominale ovvero dai glutei o dai fianchi, che una volta microfiltrate in un sistema chiuso danno luogo ad un preparato di cellule adipose con peculiarità di rigenerazione tissutale – alias cellule mesenchimali staminali – che innestate sulla fistola ne determinano la chiusura. Tale chirurgia è sicura, da luogo a successo nel 73% dei casi e oltre 80% in caso di reintervento, viene condotto per via anale in modo mininvasivo e SENZA stomia».
Il periodo post-partum è un momento molto delicato per la donna, e il suo team si occupa anche di lesioni anali post-partum. Quali sono i problemi proctologici più comuni che si manifestano dopo il parto e quali consigli o percorsi di prevenzione e cura raccomanda alle neomamme?
« Generalmente i problemi post partum sono caratterizzati dalla malattia emorroidaria e da quadri sfumati o gravi conseguenti a lesioni sfinteriali anali in particolare dopo l’episiotomia che viene eseguita durante un parto eutocico. Se sulla malattia emorroidaria siamo tutti d’accordo che la prevenzione ottimale è incentrata sulla corretta alimentazione con particolare riguardo al consumo di fibre buone, ad un appropriato uso di fermenti lattici ed ad una ricca idratazione che tenga conto anche del fabbisogno del feto, in relazione ai danni sfinteriali post partum – la cui percentuale di rischio è tuttavia estremamente bassa – utile in tema di prevenzione è la collaborazione col proctologo in particolare per le multi partorienti tesa a valutare lo stato dell’arte funzionale dello sfintere mediante ecografia endoanale e manometria anale che, se in presenza di un minimale rischio di deficit – potrebbero sconsigliare il parto eutocico a favore di quello cesareo. Tuttavia le tecniche di riparazione sono sicure, efficaci ed efficienti in grado di offrire un notevole successo e senza eseguire la stomia preventiva».
Disturbi come emorroidi, ragadi e fistole sono spesso circondati da imbarazzo e tabù, che portano molte donne a ritardare la visita proctologica. Come affrontate questo aspetto con le pazienti, e in che modo l’approccio multidisciplinare (che include, ad esempio, ginecologi, urologi e psicologi) è cruciale per la cura completa della salute femminile?
«Questo argomento lo ritengo estremamente importante. La comunicazione è una terapia e come tale se mal somministrata o indicata può essere nociva. In un tempo in cui tutto è “liquido” (Baumann 1925 – 2017 filosofo e padre della teoria della società e dei rapporti umani liquidi) dove è sicura l’immediatezza dell’informazione asettica e mediata dai social, dove l’insicurezza personale ricerca solo ciò che rimuove la paura attraverso informazioni spazzatura, saper comunicare è fondamentale. Per tale motivo le società scientifiche delle varie specialistiche offrono anche attraverso percorsi social sicuri e controllati dall’ordine dei medici nazionali, informazioni che avvicinano i pazienti alle varie discipline mediche e chirurgiche. In particolare il proctologo è tra le figure mediche più sconosciute ed al tempo stesso temute dal paziente. L’intelligenza artificiale gestita da siti scientifici e la telemedicina colmano questo gap. Per ciò che mi riguarda e come esempio, stiamo offrendo, in collaborazione con un gruppo di lavoro altamente specializzato nella comunicazione social e nel rispetto degli emendamenti di controllo dell’ordine dei medici, un sito specialistico proctologia. Biz che interagisce con l’interlocutore 24/7/365 mediante intelligenza artificiale ad hoc educata e mediante telemedicina con cui si spiegano con parole estremamente semplici di cosa si occupa il proctologo, come avviene la visita proctologica ed eventualmente ove richieste vengono valutati sintomi che possono necessitare di visita proctologica. In particolare molto significativo è l’apprezzamento, espresso dal paziente interlocutore, sotto l’aspetto comunicativo e soddisfazione viene espressa circa la chiarezza e la sicurezza dell’informazione: i video consulti vengono resi senza parlare di terapie e senza esprimere diagnosi ma soprattutto senza forzare in alcun modo il paziente a sottoporsi a visita con il proctologo che esegue il consulto. Infine la multidisciplinarietà è sicuramente un quid che offre la migliore cura possibile per le patologie proctologiche in modo efficace ed efficiente».
Ottobre è il Mese della Prevenzione femminile, durante il quale si parla anche della prevenzione ano-rettale. Oltre allo screening generale del colon-retto, quali sono i segnali di allarme ano-rettali o i percorsi di prevenzione specifici che le donne dovrebbero conoscere per la diagnosi precoce di patologie benigne, oncologiche o sessualmente trasmissibili come i Condilomi?
«I gruppi multidisciplinari costituiti da proctologo, ginecologo, urologo, nutrizionista, psicologo e gastroenterologo costituiscono la migliore risposta in tema di prevenzione e cura delle patologie della sfera digestiva, urinaria, sessuale della donna. Una visita determina sicure risposte nella prevenzione come nella cura nel pieno rispetto dei percorsi diagnostico terapeutici riconosciuti dalle società scientifiche di pertinenza ed incentrati sul Benessere della Donna».

Massimiliano Varriale, è un professionista riconosciuto per la sua competenza e umanità. Ha conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università La Sapienza di Roma nel 1991 e ha seguito numerosi corsi formativi, specializzandosi in Chirurgia Generale nel 1998. Varriale è Delegato Regionale per il Lazio della Società Italiana Unitaria di Colonproctologia dal 2007 e ha partecipato a congressi nazionali e regionali. È attualmente un chirurgo generale e proctologo a Roma, specializzato in patologie neoplastiche, infiammatorie, croniche e funzionali del colon-retto e del pavimento pelvico.
