Gioiello di Antonio Fontana "L'Io che divora"
Di Valentina Spagnolo
Pubblicato: 19 Aprile 2026

Mostra: “Intolerance”: scopriamo il gioiello “L’io che divora” , suggestione introspettiva

Antonio Fontana , e il concept dei gioielli nella collettiva “Intolerance”

La Mostra sul gioiello, si è tenuta il 27 Marzo 2026 in Via del Governo Vecchio, a Roma.

Occasione di esposizione ed espressione di vere e proprie opere concettuali da indossare.

Il fil rouge della collettiva è ruotato attorno alla figura del narcisista, con ogni conseguenza legata al dolore che la sua stessa personalità provoca.

I gioielli, non si vogliono presentare come meri accessori, oppure dimostrare bellezza estetica. Ma sono in questo caso particolare, degli strumenti di espressione e comunicazione.

Manifestazione di un disagio anche sociale, che si può legare ai fenomeni attuali dell’amore patologico portato all’estremo.

Purtroppo, siamo in un contesto che astrae il concetto stesso di equilibrio nelle relazioni interpersonali.

Il sentimento si trasforma in malattia, fagocitato dalle sfaccettature così complesse della personalità narcisistica.

Il gioiello, vuole esprimere la sofferenza interiore soprattutto subita dalla vittima nel rapporto con il narcisista.

Le creazioni riescono bene a rappresentare una figurazione del sentimento stesso con minuziosi dettagli.

I colori, i materiali si prestano alla massima espressione del sentimento più cupo e della reale ferita narcisistica.

Riuscendo al contempo ad essere degli accessori del tutto sofisticati, belli da portare ma preziosi nel loro significato contenuto.

Oltretutto, espresso con una implicita provocazione come manifestazione di un dissenso condiviso da mostrare.

Antonio Fontana:

“”Inotolerance”, nasce dall’incontro tra venti autori tra orafi, maestri orafi, artisti che raccontano attraverso l’intolleranza qualcosa di attuale.

Il rapporto dell’intolleranza nella violenza, nella religione, in personaggi personali.

Il gioiello si propone in un rapporto corpo gioiello, dove l’opera diventa parte del corpo umano. Il corpo è il confine, lo spazio dove si negozia il rapporto tra gioiello e corpo.

Il bracciale mostrato intitolatoL’io che divora”, si rappresenta la manipolazione narcisista.

Il diamante nero, assorbe l’energia emotiva di chi subisce l’atto narcisistico, la ragnatela dorata lavorata con maestria sul dorso del bracciale a faccia è la parte negativa che ferisce.

Sembra quasi un intrappolamento inconsapevole del narcisista, e la parte interna del bracciale scura rappresenta la parte più ombrosa.

Un cavernicolo che si trattiene sulla pelle umana, con un significato introspettivo legato alle venature dell’anima. Anche le spine di rosa laterali rappresentano la sofferenza umana, il dolore sempre di chi subisce l’atto rivolta dal narcisista”.

Un puro sentimento nella materialità.

Il gioiello non esprime bellezza ma smaschera, esprime e rappresenta anche la violenza sulla donna.