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Di Simona Letizia Ilardo
Pubblicato: 21 Giugno 2026

Upgrade Skills: la competenza del darsi valore  

Upgrade Skills: la competenza del darsi valore

 

 Iniziamo con una confidenza da me a voi: la scrittura di questo articolo – iniziata un po’ di tempo fa – è passata dal pc alla carta e penna, per poi tornare al pc.

State chiedendo il perché?

Perché per me, scrivere a mano, significa passare attraverso il cuore, dalla mente al cuore, alla mano ed ancora alla mente.

In un circolo di informazioni che, se hanno carta e penna, appunto, rendono meglio, soprattutto se, l’argomento, come in questo caso, è, anche, emozionale.

Da anni mi occupo di soft skills. Le studio, le insegno, le alleno nelle aziende e nei percorsi individuali.

Credo profondamente nel loro potere: saper comunicare, gestire le emozioni, collaborare, decidere, sono competenze che fanno davvero la differenza, nel lavoro e nella vita.

Mentre preparavo questo articolo, però, mi sono accorta che, per quanto volessi parlare di competenze, era arrivato per me il momento di raccontare quella che chiamo “la storia delle storie”.
La storia che può essere la storia di molte di noi; una storia composta, in realtà, da pezzetti di vita di tante donne che negli anni ho incontrato:

accomunate dal desiderio ostinato di migliorarsi, di migliorare il proprio lavoro, la propria vita, di crescere personalmente e professionalmente.

Vi rivedete in queste donne? Io sì!

Incontro dopo incontro, sessione dopo sessione, ho iniziato a notare un tratto comune, sottile, ma potentissimo: troppo spesso, il loro vero sprone, la vera forza propulsiva, non era l’amore per sé, ma la voce del piccolo impostore che vive dentro di loro. Quella voce che sussurra: non sei abbastanza, devi ancora dimostrare qualcosa.

È questo il motivo per cui ho deciso di fare un atto di coraggio e presentarmi, su questa nuova rivista, su questa splendida “Nuova Era”, con un pezzo che parte da una debolezza: voglio raccontarvi quanto può divenire forza.

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Le storie di donne diverse

Vi presento Marta, 42 anni, manager in una ottima azienda.

CV impeccabile, risultati concreti, team che la stima. Eppure, ogni promozione la vive come un errore del destino. Passa le serate a fare corsi su corsi, certificazioni, webinar, spuntando check list infinite.

Non per gioia di imparare, ma per paura di essere smascherata. Non studia per crescere: studia per non sentirsi in colpa.

Vi faccio incontrare Lucia, 45 anni, libera professionista. È bravissima, i clienti la cercano, ma lei continua a tenere le sue tariffe all’osso. Prima di inviare un preventivo, cancella, riscrive, limata dopo limata, finché quello che resta è un prezzo che non onora né la sua competenza né la sua energia. Il suo “non valgo abbastanza” è talmente radicato che qualunque corso di business le sembri sempre un “non sono ancora pronta”.

E poi vi presento Sara, 32 anni, al primo impiego “serio”. Si iscrive a un master, poi a un altro, poi a un altro ancora.

Colleziona titoli come fossero amuleti, convinta che il prossimo sarà quello giusto per sentirsi finalmente adeguata.

Nel frattempo, però, rimanda colloqui, occasioni, proposte, perché “prima devo essere più preparata”. Lavoro rinviato, vita messa in attesa.

Tre donne diverse, che si trovano in regioni d’Italia diverse, età, storia, personalità differenti l’una dall’altra; eppure, con un tratto simile.

Donne che non hanno bisogno solo di nuove skill, ma di un upgrade più profondo: l’upgrade del darsi valore.

Prima di chiederci quale nuovo master fare, quale abilità tecnica aggiungere al nostro profilo LinkedIn, abbiamo bisogno di una cosa tanto semplice quanto rivoluzionaria: un’accurata analisi del valore che già esiste.

Non parlo di autostima urlata o di frasi motivazionali appese al frigo.

Parlo di prenderci del tempo, con onestà e dolcezza, per guardare a chi siamo e a ciò che sappiamo fare, davvero.

Quali risultati abbiamo ottenuto fin qui? Quali difficoltà abbiamo superato?

Quali capacità introduciamo ogni giorno senza neppure riconoscerle come competenze?

 

Quante domande, direte! Sì, è la professione che mi guida: da life e business coach, il mio mestiere è proprio quello delle domande.

Esplorative, di qualità, profondità e chiarezza.

Da lì, da quel terreno spesso trascurato, possiamo iniziare a distinguere con maggiore chiarezza e consapevolezza:

– quali hard skills è utile aggiornare, potenziare, approfondire davvero per la nostra professione?

– quali soft skills attendono di essere ascoltate, allenate, portate allo scoperto?

Per esprimere meglio la nostra natura più autentica, non per riempire un vuoto, non per rispondere ad una vocina interiore che, va osservata, ascoltata e, anche, moderata, accantonata, addormentata.

Perché, alla fine, sviluppo professionale e realizzazione personale non sono due binari paralleli: si incontrano in un punto preciso, che è l’espressione della nostra vera indole, della nostra personalità, dei nostri talenti.

Darsi valore non significa accontentarsi, né “fare le modeste”, né, al contrario, gonfiarsi di un ego di cartone.

Significa riconoscere la verità di ciò che siamo: luci, ombre, limiti e potenzialità.

E a partire da lì, scegliere quali competenze far crescere, quali strumenti acquisire, quali strade intraprendere.

L’upgrade più potente, oggi, è fermarsi, finalmente, a fare chiarezza su quale combinazione di competenze serva davvero a te, alla carriera che desideri, alla vita che ti fa sentire pienamente realizzata così da aggiungere la skill più utile al curriculum.

Cosa ho fatto io da tutti i pezzetti di storie che mi sono arrivate? Uno splendido mosaico! Quello realizzato con le tessere colorate di ognuna di noi.

Proprio da queste domande, è nato e si è perfezionato un metodo che chiamo “Upgrade Skills”: un modo strutturato, concreto, per intrecciare in modo intelligente le tue hard e soft skills, la tua storia, i tuoi obiettivi, fino a costruire il tuo mix and match unico.

Non la lista ideale di quello che “dovresti” avere, ma la mappa reale di ciò che ti serve per esprimere chi sei, nel lavoro e oltre il lavoro.

Quando questo quadro diventa nitido, ogni corso, master, formazione smette di essere un riflesso automatico della paura e diventa un passo coerente dentro un progetto più ampio.

Non si studia più per inseguire un senso di adeguatezza, ma per dare forma concreta alla propria direzione.

È così che darsi valore non resta uno slogan motivazionale, ma si trasforma in una competenza silenziosa e potente: si vede nelle scelte, nei sì e nei no, nelle priorità che cambiano.
Una competenza che non solo sostiene la crescita professionale, ma cambia il modo in cui abiti la tua vita. E lì, davvero, il gioco cambia.

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Test di autovalutazione

Per tutte coloro che, come me, amano concretezza, azione e risultati ho strutturato degli esercizi pratici con cui passare da una breve autovalutazione ad un’azione che innesca cambiamento.

Fateci sapere se vi è piaciuto, fateci sapere se iniziate a sentirvi già parte della “Nuova Era”.

 

ESERCIZIO: “MAPPA RAPIDA DELLE MIE SKILLS”

Durata: 15–20 minuti
Materiale: foglio diviso in 3 colonne o 3 pagine diverse

  1. RACCOGLI: COSA SO FARE (5 minuti)

Colonna / Pagina 1 – “Fatti concreti”

Chiediti:

  1. Quali sono 3–5 situazioni recenti in cui:
  1. ho risolto un problema
  2. ho ottenuto un risultato
  3. qualcuno mi ha ringraziata o fatta sentire utile
  1. Per ogni situazione, scrivi:
  1. Cosa è successo? (contesto)
  2. Cosa ho fatto io, concretamente? (azioni)
  3. Cosa è cambiato grazie al mio intervento? (risultato)

Esempio:

  • Contesto: gestione di un progetto con scadenza stretta
  • Azioni: ho organizzato le attività, definito priorità, coordinato il team
  • Risultato: progetto consegnato in tempo, riduzione errori, cliente soddisfatto
  1. TRADUCI: DALLE AZIONI ALLE SKILLS (5–7 minuti)

Colonna / Pagina 2 – “Nome della skill”

Ora, per ogni azione che hai scritto, chiediti:
“Se questa azione fosse una competenza, come si chiamerebbe?”

Esempi di traduzione:

  • “Ho organizzato il lavoro del team” → Organizzazione / Project management
  • “Ho gestito un cliente difficile” → Gestione conflitti / Comunicazione efficace
  • “Ho trovato una soluzione creativa con poche risorse” → Problem solving / Pensiero creativo
  • “Ho aiutato una collega nuova a inserirsi” → Capacità di mentoring / Lavoro di squadra

Scrivi a fianco di ogni situazione 2–3 competenze che emergono.

  1. VALUTA: IL TUO LIVELLO (5 minuti)

Colonna / Pagina 3 – “Valutazione professionale”

Per ogni competenza emersa, indica:

  1. Frequenza – Quanto la usi?
  1. 1 = quasi mai
  2. 2 = ogni tanto
  3. 3 = spesso
  4. 4 = tutti i giorni
  1. Impatto – Quanto fa la differenza nel risultato?
  1. 1 = poco
  2. 2 = abbastanza
  3. 3 = molto
  4. 4 = decisiva
  1. Piacere – Quanto ti piace usarla?
  1. 1 = non mi piace
  2. 2 = neutra
  3. 3 = mi piace
  4. 4 = mi entusiasma

Facoltativo ma utile: somma i tre punteggi per ogni skill (max 12).

  1. LEGGI I RISULTATI (3 minuti)
  • Le skill con punteggio più alto (o che ricorrono più spesso) sono:
  • i tuoi punti di forza attuali
  • le competenze che puoi valorizzare(nel CV, colloqui, LinkedIn, richieste di avanzamento).
  • Le skill con impatto alto ma piacere basso indicano:
  • ciò che sai fare bene ma ti stanca o non nutre
  • aree in cui potresti voler ridurre esposizione o trovare un modo diverso di usarle.
  • Le skill con piacere alto ma frequenza bassa mostrano:
  • competenze da coltivare e far emergere di più nel tuo ruolo attuale o futuro.
  1. UNA DOMANDA FINALE DI FOCUS (2 minuti)

Scrivi, in una frase:

  • “Nei prossimi 30 giorni voglio valorizzare soprattutto questa skill: ______, e lo farò in questo modo concreto: ______.”

 

 

Simona Letizia Ilardo
Consulente del Lavoro
Simona Letizia Ilardo

Libera professionista, laureata in Giurisprudenza con una grande passione per il diritto e una passione ancora più grande per la cultura.

CONSULENZA:
Iscritta all’Albo dei Consulenti del Lavoro di Napoli dal 2001, svolgo attività di consulente fiscale e del lavoro sia presso il mio studio professionale sia presso aziende che mi contattano per collaborazioni.

COMUNICAZIONE:
Master Practitioner di Programmazione Neurolinguistica con il metodo di Richard Bandler dal 2018.
La comunicazione è una passione che coltivo da tantissimi anni, portandomi a studiare e specializzarmi.

COACHING:

Sono una Life, Business e Team Coach, iscritta ad AICP – Associazione Italiana Coach Professionisti (sezione Campania).
Nel mio lavoro, integro (pur mantenendole distinte) l’attività di consulenza con quella di coaching. Collaboro con persone e aziende che puntano al miglioramento e credono, come me, nel valore della crescita personale e aziendale.

FORMAZIONE:
Dal 2022, collaboro come docente presso l’Università Telematica E-Campus, dove sono titolare degli insegnamenti di:

  • Organizzazione Aziendale
  • Diritto Civile

per due corsi di formazione post-laurea distinti.