Emiliano Zucchini, Void Gold, 2026
Nel recente ciclo di opere “Void Gold”, l’artista Emiliano Zucchini recupera l’oro contenuto in smartphone e computer dismessi per reintrodurlo, sotto forma di materia, sulla superficie delle sue opere.
Si tratta di un oro impuro, contaminato da tracce di altri metalli e residui di componenti hardware, che conserva nella propria materia l’origine tecnologica da cui proviene.
Attraverso un processo che assume i caratteri di una sorta di alchimia contemporanea, ciò che apparteneva alla dimensione immateriale dell’informazione viene estratto dal dispositivo, trasformato e restituito al mondo fisico.
Il dato virtuale sembra così precipitare nella materia, acquisendo peso, consistenza e valore.
L’elemento d’oro viene posto sopra una scacchiera, pattern ricorrente nella ricerca di Zucchini e tema portante del suo lavoro.
Nella computer grafica e nel linguaggio visivo del web, infatti, la scacchiera identifica la trasparenza, l’assenza del pixel, il vuoto digitale: uno spazio che non contiene immagine e che, proprio attraverso questa assenza, ne rende possibile l’esistenza.
In “Void Gold” questi due elementi entrano in relazione: da una parte il vuoto, l’assenza, l’immaterialità del digitale; dall’altra l’oro, materia fisica per eccellenza, storicamente associata al valore, alla permanenza e alla preziosità.
Ma è un oro che proviene proprio dalle macchine attraverso cui produciamo, trasmettiamo e archiviamo dati.
Il vuoto digitale acquista così un peso. L’invisibile diventa materia e ciò che resta della tecnologia e del dato, una volta esaurita la loro funzione, torna a manifestarsi come oro.
Calco in oro impuro recuperato da hardware, da modello in stampa 3D, su DIBOND con stampa digitale. 24,5 × 36,5 × 2 cm
