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Di Valentina Spagnolo
Pubblicato: 19 Ottobre 2026

“Void Gold” e l’artista Emiliano Zucchini

Emiliano Zucchini, Void Gold, 2026

 

Nel recente ciclo di opere “Void Gold”, l’artista Emiliano Zucchini recupera l’oro contenuto in smartphone e computer dismessi per reintrodurlo, sotto forma di materia, sulla superficie delle sue opere.

Si tratta di un oro impuro, contaminato da tracce di altri metalli e residui di componenti hardware, che conserva nella propria materia l’origine tecnologica da cui proviene.

Attraverso un processo che assume i caratteri di una sorta di alchimia contemporanea, ciò che apparteneva alla dimensione immateriale dell’informazione viene estratto dal dispositivo, trasformato e restituito al mondo fisico.

Il dato virtuale sembra così precipitare nella materia, acquisendo peso, consistenza e valore.

L’elemento d’oro viene posto sopra una scacchiera, pattern ricorrente nella ricerca di Zucchini e tema portante del suo lavoro.

Nella computer grafica e nel linguaggio visivo del web, infatti, la scacchiera identifica la trasparenza, l’assenza del pixel, il vuoto digitale: uno spazio che non contiene immagine e che, proprio attraverso questa assenza, ne rende possibile l’esistenza.

In “Void Gold” questi due elementi entrano in relazione: da una parte il vuoto, l’assenza, l’immaterialità del digitale; dall’altra l’oro, materia fisica per eccellenza, storicamente associata al valore, alla permanenza e alla preziosità.

Ma è un oro che proviene proprio dalle macchine attraverso cui produciamo, trasmettiamo e archiviamo dati.

Il vuoto digitale acquista così un peso. L’invisibile diventa materia e ciò che resta della tecnologia e del dato, una volta esaurita la loro funzione, torna a manifestarsi come oro.

 

Calco in oro impuro recuperato da hardware, da modello in stampa 3D, su DIBOND con stampa digitale. 24,5 × 36,5 × 2 cm