Riconoscere il valore di un raro talento
Riconosciamo il valore e il talento dell’artista, attrice, autrice, cantante Caroline Pagani con la quale scopriamo la sua storia personale e di artista completa.

Hamletelia – Caroline Pagani
La critica, attraverso la valutazione e le stesse premiazioni dell’artista ha saputo riconoscere e trasmettere pienamente il suo talento.
Comprendere le sue peculiari qualità canore e soprattutto espressive, anche nel suo ruolo di interprete. Fedele ai testi interpretati secondo il proprio spessore e capacità vocali, canore, ricche di registri e intensità. Capace di suscitare vere emozioni.
Quando e come ha scoperto la Sua vocazione per il canto e lo spettacolo?
Caroline Pagani:
“Il mio amore per l’arte e le arti in generale l’ho scoperto da piccola, anche grazie alla presenza in famiglia del mio fratello maggiore, Herbert Pagani, cantautore, che disegnava, dipingeva, mi portava alle mostre d’arte, a teatro, scolpiva e cantava. La mia vocazione di attrice l’ho scoperta da bambina piccolissima. Avevo come vicini di casa Giorgio Strehler, Valentina Cortese, Andrea Jonasson.
Per il canto, quando ho iniziato a scrivere e mettere in scena spettacoli teatrali miei, ho sempre amato moltissimo cantare”.
Vuole parlarci dei Suoi ultimi premi ricevuti?
L’artista:
“Gli ultimi premi ricevuti sono a un contest musicale, ‘Promuovi la tua musica’ come Migliore interprete con ‘Albergo a ore’, con questa motivazione:
“La sua performance si è distinta per intensità emotiva, equilibrio tra fedeltà al testo e originalità interpretativa, e presenza scenica magnetica. La giuria ha premiato Caroline non solo per la qualità vocale, ma per la capacità di trasformare la canzone in un atto teatrale coinvolgente, che ha rapito tutto il pubblico. La sua interpretazione ha fatto emergere la natura drammatica e poetica del brano, restituendogli nuova luce e una scena viva”.
E la Targa Tenco come ‘Migliore album a progetto per il doppio album che ho realizzato sulla discografia italiana e francese di Herbert Pagani che è stato votato da una giuria di circa 300 critici, musicologi e giornalisti. Sul palco e in conferenza stampa ha regalato uno dei momenti più toccanti del Tenco 25, cantando a cappella Albergo a ore. Una voce pura, essenziale, che ha riempito la sala di silenzio e commozione”.

Caroline Pagani
Cosa pensa sia stato premiato del Suo talento in particolare?
L’artista:
“Credo la qualità degli arrangiamenti e del suono, forse le mie modalità interpretative, forse la mia capacità di comunicare e di suscitare emozioni, per quanto riguarda i miei primi singoli e il doppio album che li ha seguiti. Per quanto riguarda gli spettacoli teatrali credo l’originalità della scrittura e l’ironia, e la mia vena di attrice brillante, la verve comica e spiritosa oltre che drammatica, l’intensità”.
Quali lavori sono stati i progetti che la rappresentano maggiormente?
Caroline Pagani:
“Hamletelia, spettacolo pluripremiato che porto in giro per il mondo in più lingue, il mio testo e spettacolo che riscrive la trama di Hamlet di William Shakespeare dal punto di vista di un personaggio minore e che non esiste nell’originale scespiriano: il fantasma di Ofelia, mi rappresenta perché amo fondere fonti alte con la contemporaneità, il tragico e il comico, lo spirito di Ofelia è poi un personaggio abusato ma che sa sorridere e ridere delle proprie disgrazie e sciagure. Il disco “Pagani per Pagani”, perché è mio, nonostante la presenza di qualche ospite, e il modo di interpretare è anche personale, credo abbia uno stile riconoscibile.
Mobbing Dick perché è uno spettacolo che affronta un tema drammatico e urgente – le molestie e gli abusi di potere e sessuali nel mondo dello spettacolo -, con una lente distaccata e sarcastica, ma amara, feroce e molto attuale“.
Come vede il ruolo femminile nel settore dell’arte e lo spettacolo?
Caroline Pagani:
“Lo vedo ancora sottovalutato, sacrificato, non del tutto paritario e paritetico.
Le donne che sono a capo di teatri nazionali e istituzioni sono sempre meno della metà dei maschi e siamo sempre pagate meno. In Italia, il ruolo femminile nel settore dell’arte e dello spettacolo sta vivendo una fase di profonda transizione: se da un lato la presenza delle donne è in crescita, dall’altro persistono barriere strutturali significative nel raggiungimento di posizioni di potere e nella parità di trattamento economico.
Il mercato dell’arte riflette ancora una forte svalutazione economica del lavoro femminile.
Il femminile ha un ruolo basilare e fondante, la donna crea, genera, produce, idea, inventa, educa, custodisce“.
Sul ruolo della donna nel contesto artistico e sociale e professionale
Un’ottima riflessione nel contesto dell’arte e la forte esigenza di rivalutare il ruolo della donna ai margini delle figure da sempre apicali. Oltre ogni generalizzazione, è importante così come sottolinea l’artista, offrire al talento femminile per sua importanza e peculiarità la possibilità di emergere e vivere l’arte in un mondo alla pari.
Il confronto e l’espressione dell’arte al femminile deve essere collocata in una dimensione equilibrata. Dove, venga riconosciuto il ruolo della donna in tutte le sue capacità di infondere arte ed educazione alla cultura.
E come crede possa essere meglio riconosciuto?
L’artista:
“Con un governo decente e con l’educazione a partire dalla scuola dell’obbligo.
Incentivando la presenza femminile nelle posizioni apicali (direttrici di teatri, di musei, di gallerie, di biennali d’arte, curatrici, produttrici) per superare la prevalenza maschile nelle decisioni artistiche e anche gestionali. Istituire una formazione continua, educare, a partire dall’infanzia, per sradicare pregiudizi di genere e promuovere un ambiente lavorativo sicuro, inclusivo e non discriminante”.
Come si posiziona e pone l’Italia di fronte al contesto europeo, per la valorizzazione del talento?
Caroline Pagani:
“All’ultimo posto. Purtroppo è un ambiente pieno di insidie e pericoli, di specchietti per le allodole, di talent truffa, fatti solo per estorcere soldi ai poveri artisti, con regolamenti non a norma di legge, penali cavillose, per non parlare delle insidie che tutti, ma soprattutto le donne, subiscono nel mondo dello spettacolo. Il nostro Paese purtroppo pullula ancora di cialtroneria, audizioni finte, “scambismo”, politica.
Nel contesto europeo per la valorizzazione del talento direi che l’Italia si posiziona in modo complesso: da un lato è un forte polo formativo ed economico che consolida gli investimenti diretti esteri, dall’altro è penalizzata da una notevole ‘fuga di cervelli’ e da una carenza di competenze, con una fidelizzazione dei talenti spesso all’ultimo posto in Europa.
L’Italia è tra i paesi europei più colpiti dalla migrazione di giovani qualificati verso Germania, Spagna, Regno Unito e Francia. La mancanza di valorizzazione del merito e le scarse possibilità di carriera spingono i talenti a cercare opportunità all’estero. Se avessi 18 anni scapperei subito, ai giovani direi di imparare bene almeno una lingua straniera e di andare via dall’Italia”.



