La “pasta alla Norma” in Senato

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Il 23 settembre si celebra la “pasta alla Norma”: simbolo catanese
Si è tenuta proprio il 23 settembre in coincidenza della ricorrenza della “pasta alla Norma”, una bellissima Conferenza stampa in Senato, presenziata dal Presidente del Senato Ignazio La Russa.
Il Senatore di origine catanese presentando la specialità della sua cultura gastronomica, ne ha decantato con dovizia ogni elemento della tradizione storica.
La specialità è stata inoltre per l’evento, cucinata e servita al ristorante di Palazzo Madama.
Innanzitutto partiamo dalla ricetta, parlandone direttamente con lo Chef e ristoratore Giovanni Trimboli, intervenuto per l’Evento;
“Pomodoro, melanzane fritte, ricotta salata e basilico. Questa la ricetta unica ed originale!”
Ripercorrendo la storia della ricetta, proprio il 23 settembre, si ricorda come data legata alla morte di Vincenzo Bellini. Per questo oggi si celebra la Giornata nazionale della Pasta alla Norma nello stesso giorno. La ricorrenza, è stata istituita cinque anni fa dal ministero dell’Agricoltura.
La Sala Caduti di Nassiriya, ha così accolto su iniziativa del senatore Salvo Pogliese, con moderazione della giornalista de La Sicilia – Carmen Greco e partecipazione del Presidente del Senato Ignazio La Russa e il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, un piatto celebre della tradizione siciliana ed italiana.
Interventi:
Sindaco di Catania, Enrico Trantino, Chef Giovanni Trimboli, Organizzatore di eventi Salvatore Peci, Luca De Carlo, Presidente della IX commissione Attività Produttive.
Durante la giornata, abbiamo scoperto molte curiosità su questo piatto tipico: a partire dal suo nome.
Infatti proprio “Norma”, secondo il racconto popolare, deriverebbe dall’esclamazione dello scrittore e drammaturgo catanese Nino Martoglio: “Chista è na’ Norma”.
Fu proprio lo scrittore con tali parole, a paragonare il piatto di pasta alla sinfonia di sapori presente nel piatto.
Tuttora la “pasta alla Norma”, vive nella cultura di Catania ed i suoi cittadini. Al contempo rappresenta anche per i turisti, come le altre attrattive e bellezze della città, un qualcosa di unico.
L’evento ha voluto proprio valorizzare il significato della cultura gastronomica siciliana, sostenendo in tale direzione anche un riconoscimento vocato al panorama internazionale.

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La cucina italiana ormai simbolo rappresentativo del patrimonio culturale Unesco
Teniamo a sottolineare come la cucina italiana, sia riconosciuta nel Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO.
La cucina italiana è una pratica quotidiana che comprende conoscenze, rituali e gesti che hanno dato vita a un uso creativo e artigianale dei materiali, contribuendo a creare un’identità socio-culturale condivisa e allo stesso tempo cronologicamente e geograficamente variegata. L’UNESCO riconosce in questo modo la rappresentatività della cucina italiana come veicolo di cultura: si tratta di un insieme di saperi non solo culinari, ma anche conviviali e sociali che sono trasmessi di generazione in generazione su tutto il territorio nazionale. Attraverso la condivisione del cibo, la creatività gastronomica e lo stare insieme, la cucina italiana si fa portatrice di valori di inclusività e di sostenibilità ambientale. L’iscrizione giunge al termine di un lungo processo di studio e coordinamento da parte delle comunità proponenti, teso a valorizzare le numerose sfaccettature culturali e locali di un elemento che contraddistingue il nostro Paese nella sua interezza in un’ottica di apertura e ospitalità, in linea con i valori dell’UNESCO.
In seno a tale riconoscimento, già il Ministro Francesco Lollobrigida:
“La Cucina Italiana è Patrimonio dell’Umanità. Oggi l’Italia ha vinto ed è una festa che appartiene a tutti perché parla delle nostre radici, della nostra creatività e della nostra capacità di trasformare la tradizione in valore universale. Questo riconoscimento celebra la forza della nostra cultura che è identità nazionale, orgoglio e visione – prosegue il Ministro Lollobrigida -. La Cucina Italiana è il racconto di tutti noi, di un popolo che ha custodito i propri saperi e li ha trasformati in eccellenza, generazione dopo generazione. È la festa delle famiglie che tramandano sapori antichi, degli agricoltori che custodiscono la terra, dei produttori che lavorano con passione, dei ristoratori che portano nel mondo il valore autentico dell’Italia. A loro e a chi ha lavorato con dedizione a questa candidatura va il mio più profondo ringraziamento.
Questo riconoscimento è motivo di orgoglio ma anche di consapevolezza dell’ulteriore valorizzazione di cui godranno i nostri prodotti, i nostri territori, le nostre filiere. Sarà anche uno strumento in più per contrastare chi cerca di approfittare del valore che tutto il mondo riconosce al Made in Italy e rappresenterà nuove opportunità per creare posti di lavoro, ricchezza sui territori e proseguire nel solco di questa tradizione che l’Unesco ha riconosciuto come patrimonio dell’Umanità”.
Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO: insieme di pratiche, rappresentazioni, espressioni, conoscenze e abilità che le comunità riconoscono come parte del loro patrimonio culturale. Non si tratta di oggetti, ma di tradizioni vive che si trasmettono di generazione in generazione.
Fonte: www.masaf.gov.it

