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Di Valentina Spagnolo
Pubblicato: 4 Giugno 2026

Oleksandra Romantsova: l’impegno per la dignità delle persone in Ucraina

Le attuali prospettive per un fine guerra

In questo approfondimento, si vuole considerare rispetto agli ultimi anni l’evoluzione del conflitto bellico in Ucraina, in un contesto di riconoscimento coinvolgente la stessa Unione Europea ed i nuovi assetti geopolitici.

Da questo focus abbiamo la possibilità di comprendere da vicino la realtà della guerra e le conseguenze che sta dimostrando, dalle parole dirette di una protagonista delle vicende a sostegno dei diritti umani e delle vittime stesse

della guerra: Oleksandra Romantsova, “Executive Director of the Center for Civil Liberties”.

Oleksandra, dalla sua profonda esperienza per la giustizia internazionale, nella documentazione dei crimini di guerra, è anche formatrice di corsi base sui diritti umani e di programmi focalizzati sul genere.

La sua voce, riesce a trasmettere davvero un quadro completo e reale delle circostanze e le condizioni di vita delle persone che in Ucraina stanno da tempo subendo la guerra.

 

Oleksandra Romantsova, Executive Director of the Center for Civil Liberties

Oleksandra Romantsova, Executive Director of the Center for Civil Liberties

 

Oleksandra Romantsova, Executive Director of the Center for Civil Liberties:

In  generale per noi di Civil Opportunities, la popolazione nel 2013 ha iniziato a capire come difendere i diritti umani e lavorare per questo in ogni momento.

Consideriamo con la sussistenza del diritto internazionale e la documentazione di guerra come potremmo fermare la guerra in qualsiasi momento.

Abbiamo volontari, abbiamo coraggio e siamo capaci di collaborare con diverse organizzazioni all’estero (Grecia, Cecenia) che portano altra documentazione e testimonianze come quelle della Georgia (corte di giustizia internazionale).

In questa direzione, ho organizzato 20 organizzazioni per il territorio dell’Ucraina.

Le donne portano nuove conoscenze rispetto a prima, perché il Centro fornisce valori, trasmettendo il valore dei diritti umani e la portata dei principi del diritto internazionale.

Portiamo punti di vista diversi. Ora molti uomini e soldati in prima linea, prendono il ruolo di difensori, ma continuiamo a lavorare.

Come potremmo portare giustizia, al livello del nostro paese? Abbiamo assistito a crimini contro dieci milioni di persone solo per la guerra, e una vera e propria distruzione dell’identità ucraina.

Di fronte a tutto questo, pensiamo sia importante il rispetto e riflettiamo sul fatto di non avere un sistema giudiziario – per noi è importante creare giustizia.

Trovare una decisione politica giusta e la migliore soluzione, non guardare solo all’esperienza privata ma anche al futuro e alle prospettive per essere più attenti alle persone, ai bambini e alle donne”.

 

Le idee della popolazione ucraina: nuova dignità e una vita reale, soprattutto per i bambini

 

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Oleksandra Romantsova, Executive Director of the Center for Civil Liberties:

Abbiamo negozi, medicine, ma non sappiamo cosa sarà il domani e non ne conosciamo le condizioni reali.

È una condizione surreale, da anni. Droni e altri tipi di messaggi in condizioni naturali, arrivano per distruggere tutte le città, con ristoranti e altri servizi essenziali.

La popolazione è in una situazione instabile a 600 km da casa, ed è costretta a  restare rifugiata in un luogo diverso.

È molto stressante anche per i bambini a scuola, dove si ha un affollamento di 2.000 bambini senza una reale organizzazione – e non ci sono scuole con finestre.

E devono stare tutti attenti ai droni. Tra l’altro, i bambini sono scollegati dalle loro famiglie – è tutto molto stressante e provante.

Non sanno cosa potrebbe succedere da un giorno all’altro. Il proprio ufficio, la propria casa possono essere distrutti e potremmo rimanere senza elettricità, al freddo d’inverno.

Distruggono l’opportunità di essere sicuri nella propria vita. I crimini sessuali, sono un altro aspetto drammatico di questo contesto.

Non finisce il dramma, nemmeno quando è possibile uscire dall’Ucraina.

Si prepara una terapia, un sistema sociale di assistenza, come terapia profonda di psicologia per i bambini traumatizzati dai loro genitori.

Ma 2.000 di loro aspettano in lista. Le iniziative sociali e la cooperazione sociale, sono un aspetto speciale della popolazione ucraina e stanno crescendo per questa organizzazione.

Le persone iniziano anche a connettersi per informazioni”.

 

Le azioni concrete per i diritti umani negli ultimi anni 

Oleksandra Romantsova, Executive Director of the Center for Civil Liberties

Oleksandra Romantsova, Executive Director of the Center for Civil Liberties

 

Oleksandra Romantsova, Executive Director of the Center for Civil Liberties:

Il problema maggiore è il numero elevato di persone nei territori occupati, la seconda è la trasparenza, contro la corruzione nelle relazioni.

L’Ucraina dalla rivoluzione arancione del 2004 ha iniziato a cercare di dare più trasparenza e controllo civico, in un processo diverso. Durante la guerra, alcuni processi potrebbero essere chiusi ma usati in modo diretto per esigenze solo momentanee”.

Come possiamo descrivere la posizione degli stati europei e i loro rappresentanti di fronte alla guerra in Ucraina? 

Oleksandra Romantsova, Executive Director of the Center for Civil Liberties:

“I paesi dell’Unione Europea lavorano sistematicamente per aiutare gli ucraini sopra ogni decisione per supportare i budget necessari.

Le contenere le pessime condizioni dei civili e poi  per supportare le persone. Studiando il come poterlo fare. In questo senso, al primo posto c’è la dignità umana su tutto e deve essere sostenuta accanto ai diritti umana, difronte alla distruzione e la soccombenza di un intero popolo”.

Quindi bisogna andare oltre la costruzione di ideologie e interpretazioni del tutto fuorvianti.

Sollevando ’importanza assoluta di rimediare alla distruzione bellica, pensando al valore della personalità umana.

Un aspetto non trascurabile a priori,  quello dell’abominio del pensiero, delle libertà fondamentali dei cittadini, della distruzione di un concetto di identificazione culturale, in una dimensione del tutto prevaricatrice della singolarità e di una prospettiva comune.

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La disinformazione russa ancora è un problema attuale

Quali i limiti da sorpassare per capire il significato reale della guerra: sia in Ucraina sia in Russia

Oleksandra Romantsova, Executive Director of the Center for Civil Liberties:

 “Propaganda il più cruciale punto attuale coinvolgente ogni aspetto della guerra. A partire dagli smartphone e dai social, da tutto quello che in rete viene pubblicato e divulgato globalmente in internet. In Russia sia hanno molte risorse per tradurre e trasmettere nella macchina di propaganda moltissimi messaggi.

La propaganda pone delle domande sui limiti della divulgazione e il diritto di informazione.

I giovani sono i primi a subire un danno dalla propaganda. L’educazione esclude ora l’inglese, quindi si cercano delle alternative dalla società proposta in Russia. Nella stessa via si cercano delle opportunità oltre i limiti della propaganda all’interno di un contesto culturale e soprattutto educativo capace di trasmettere delle informazioni e fornire degli strumenti intesi globalmente come negli altri Stati ed in ogni scuola”.