Giovanna Coriddi
Di Valentina Spagnolo
Pubblicato: 18 Luglio 2026

Olio d’oliva e metodo biologico: l’eccellenza Coriddi

Intervista ed approfondimento a cura di Valentina Spagnolo

 

La Tenuta Coriddi, rappresenta un’azienda familiare alla quarta generazione a Cori, in un paesaggio collinare rivolto sul mare e sull’agro pontino.

Parlando con Giovanna Coriddi,  e del suo omonimo olio, abbiamo scoperto le origini dell’uliveto familiare. Ed abbiamo voluto scovare i segreti di un olio eccellente e premiato.

epoca successiva.

Ci fermiamo proprio davanti al primo uliveto, messo a dimora dal bisnonno di Giovanna e dopo la prima guerra mondiale.

 

Giovanna Coriddi:

«C’erano delle piante da recuperare spostate sul vigneto essendo piante secolari. Un uliveto speculare in lotti della stessa fascia.

Le piante mantengono la loro media, nonostante i cambiamenti climatici tenendole ben curate con attenta potatura senza far danno sulla pianta.

Seguiamo la fase durante tutto l’anno e tenendo le piante come fossero in un giardino ordinato».

                                                                                                                                                                                                                    Olio Coriddi, dalla coltivazione dell’oliva itrana a Cori

Il terreno deve essere adatto e specifico per l’uliveto?

Giovanna Coriddi:

«A giugno dissodiamo le erbe superficiali che potrebbero danneggiare la pianta, facendo arieggiare il terreno. Lasciamo l’inerbito l’altro uliveto proprio perché siamo in uliveto con metodo biologico e non convenzionale. Quindi non adottiamo pratiche che in bio non sono ammesse. Ma è un metodo bio su fasi naturali e quindi adottato in completa assenza di prodotti non biologici.

Non abbiamo attacchi di grandi patogeni. Abbiamo scelto la produzione di olio, dove la mosca olearia costituisce di solito un rischio, ma la contrastiamo con la raccolta ad inizio stagione.

La scelta del prodotto di alta qualità: si riduce ad una risposta positiva a rischi zero.

Nel dopoguerra e quindi nella ripresa della seconda guerra mondiale, le piante come l’oliva itrana sono sopravvissute nell’uliveto familiare. E ciò nonostante le difficoltà di questa tipologia di oliva, per la produzione.

L’itrana, sappiamo si estende fino ad Itri e tutti noi coltivatori del territorio ne riscontriamo le stesse problematiche.

Da agronoma e assaggiatrice di olio, seguo anche per passione la produzione dell’olio nell’ottica del risultato degustativo.

L’olio è un elemento del territorio di Cori accanto all’uva. Le proprietà nutritive dell’olio nell’ultimo decennio ha attratto e fatto emergere uno dei migliori olii a livello nazionale proprio nel nostro territorio.

Partecipo e mi aggiorno ogni anno sui concorsi di degustazione dell’olio.

Abbiamo vinto anche in una delle ultime edizioni, dove si è riconosciuto un sapore sempre particolare.

L’Olio Coriddi, con l’oliva itrana amara e piccante porta un olio fruttato medio, con foglia di pomodoro spiccata e note aromatica di mandorla».

Con quali cibi si accosta?

Giovanna Coriddi:

«Carni alla griglia e zuppe di legumi sicuramente. Ma io essendo di parte l’utilizzo su tutte le pietanze.

Passare a fruttati più leggeri, diventa un vero sacrificio di fronte alla distinzione e sapore d’eccellenza dell’oliva itrana.

La manutenzione della pianta, è difficoltosa ma qualitativamente sarebbe difficile sostituire l’oliva itrana con un’altra, potendo raggiungere lo stesso risultato».

Dagli anni ’40 iniziamo ad immaginare la realtà dell’uliveto ai suoi momenti primordiali, fino a ciò che vediamo ancora vivente sull’area. La sopravvivenza alla seconda guerra mondiale, rappresenta l’alto valore oltre il tempo e la capacità di offrire un prodotto di qualità pregno di tradizione radicata nei luoghi e tramandata nel sapere familiare.

Conclude l’agronoma Giovanna Coriddi:

«La gestione consociata dei terreni ed uliveti si vede ancora in qualche segno del territorio, in momenti dove la cultura del biologico non aveva ancora avuto vita.

Ma sicuramente il cambiamento climatico è stato il vero cambiamento ad incidere sulla produzione. L’olio derivato dall’oliva deriva sempre dalla stessa produzione e non è poi così cambiato.

Veduta dell’Uliveto Coriddi dall’alto

Come aziende agricole il risultato è positivo ma le aziende familiare, di sicuro affrontano delle criticità organizzative e di sostenimento dei costi.

E’ una realtà d’investimento abbastanza impegnativa rispetto alle rendite.

Per me è una passione. Il vigneto è una rendita ma l’uliveto è un discorso diverso».

L’Olio Coriddi e l’apertura al mercato internazionale

Giovanna Coriddi:

«Personalmente non abbiamo avuto esperienze dirette di vendita all’estero ma pensiamo ad organizzarci per la prossima stagione sui nuovi contatti stabiliti.

Poi, sicuramente meriterà attenzione la normativa di riferimento nazionale da rispettare secondo richiesta.

Sottolineiamo l’importanza di valorizzare l’autenticità dei prodotti made in Italy; dotati di altissime qualità e riconoscimenti anche dal valore nutrizionale e indistinguibili per le note dei loro fruttati».

Premi ricevuti stagione 2025/2026

  • Concorso oleario nazionale Ramoscello d’Oro 2026 – Premio categoria Olio Extravergine di oliva Fruttato medio
  • Concorso L’Olio delle Colline Pontine :

Premio Azienda categoria Fruttato Medio Gran Menzione

Premio miglior etichetta 2° classificata

Premio Verde in Rosa Azienda olivicola condotta al femminile.

Breve descrizione dell’olio:

L’Azienda agricola Giovanna Coriddi, da sempre segue la tradizione olivicola di famiglia giunta alla quinta generazione con tanta passione e dedizione per la terra, unendo una spiccata sensibilità verso la cultura dell’olio extravergine di oliva.

Gli oliveti di cultivar Itrana sono situati a Cori, centro urbano sulle colline dei Monti Lepini con una visuale che arriva sino al Mar Tirreno; dalla loro coltivazione biologica attenta alla sostenibilità ambientale si ottiene un olio dal colore verde intenso, con sentori di erba appena sfalciata, mandorla, foglia di pomodoro ed equilibrato sentore di amaro e piccante.

Raccolta e molitura a freddo avvengono in pochissime ore nella stessa giornata per estrarre il meglio delle caratteristiche organolettiche che contraddistinguono questa varietà.