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Di Valentina Spagnolo
Pubblicato: 4 Luglio 2026

Un appello condiviso: ascoltare i bambini, sostenere le famiglie

Radfem Italia per un appello condiviso: rendere l’allontanamento una misura davvero eccezionale 

Una sala gremita, professionisti arrivati da tutta Italia, magistrati, parlamentari di maggioranza e opposizione,
medici, psicologi, avvocati, rappresentanti delle istituzioni, associazioni, attivisti, religiosi e soprattutto tante madri
che da anni lottano per non essere separate dai propri figli.
È questa l’immagine che resta del convegno «Chi decide sui bambini? Prelevamenti, famiglia e diritti»,
promosso da RadfemItalia, che ha riunito a Roma nel complesso monumentale del Pio Sodalizio dei Piceni alcune
delle principali voci impegnate nella tutela dell’infanzia per interrogarsi su uno dei temi più delicati e controversi del nostro sistema:
l’allontanamento dei minori dalla propria famiglia.
 Sono intervenuti la Ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella, la Garante nazionale
per l’Infanzia e l’Adolescenza Marina Terragni, il Capo del Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità Antonio
Sangermano, l’ex Procuratore della Repubblica di Tivoli Francesco Menditto, l’avvocata Alessandra Capuano Branca,
la psicologa Elvira Reale, la neuropsichiatra infantile, già Senatrice e Presidente Emerito UDC Paola Binetti,
lo psichiatra Tonino Cantelmi, la professoressa Viviana Langher, la pediatra Maria Serenella Pignotti,
insieme alle deputate Carolina Varchi, Luana Zanella, Stefania Ascari e Maddalena Morgante.
Pur nella diversità delle sensibilità e delle competenze, il confronto ha fatto emergere alcuni punti di convergenza significativi.
Il primo riguarda il diritto dei bambini a essere realmente ascoltati.
Più relatori hanno richiamato la necessità che la volontà del minore
non resti un principio astratto, ma trovi piena attuazione nelle decisioni che incidono sulla sua vita,
Un secondo tema, ricorrente in quasi tutti gli interventi, è stato quello del sostegno alle famiglie.
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Opportunità d’intervento  di accompagnamento e recupero delle relazioni famigliari

La fragilità genitoriale non può essere automaticamente confusa con l’inidoneità: prima di arrivare all’allontanamento, le istituzioni devono mettere
in campo ogni possibile intervento di accompagnamento, aiuto e recupero delle relazioni familiari. È stata inoltre condivisa la necessità che
l’allontanamento di un minore rappresenti una misura realmente eccezionale, adottata solo nei casi di concreto e grave pregiudizio e dopo aver valutato
attentamente le conseguenze psicologiche che una separazione forzata può produrre sul bambino.
Nel corso del dibattito è emersa anche l’esigenza di rafforzare la formazione degli operatori, di rendere più omogenee le procedure sul territorio
nazionale e di dotare magistrati e servizi di strumenti normativi più chiari, capaci di garantire decisioni trasparenti e rispettose dei diritti dei minori.
Durante il Convegno è stato affrontato anche il tema del ricorso, nei procedimenti civili, alla cosiddetta alienazione parentale, una teoria considerata
priva di validazione scientifica dalla comunità scientifica internazionale e oggetto di ripetute critiche da parte di organismi internazionali, tra cui le Nazioni Unite.
Più interventi hanno evidenziato la necessità che le decisioni giudiziarie si fondino su fatti accertati, sull’ascolto del minore e su evidenze scientifiche,
evitando il ricorso a costrutti privi di riconoscimento scientifico.

La natura della violenza nelle diverse declinazioni di genere

Nel suo intervento, la Gia’ Senatrice e neuropsichiatra infantile Paola Binetti, ha offerto una profonda riflessione sulla natura della violenza
e sulle sue diverse declinazioni di genere, sottolineando come essa sia un «fenomeno contagioso, progressivo e, almeno attualmente, scarsamente curabile.
La violenza genera violenza ed è per questo che è fondamentale spezzare questo circuito in ogni modo possibile.
Non è facile, ma non si può lasciar correre: chi subisce violenza, se non aiutato, finirà per agire nuove forme di violenza».
La Senatrice ha poi analizzato le differenti risposte psicologiche tra i giovani:
«Esiste una differenza profonda tra i ragazzi e le ragazze che hanno subìto violenza.
Spesso, nel caso delle giovani, il trauma assume una connotazione legata a forme diverse di stupro,
sviluppando un atteggiamento passivo-aggressivo che le spinge a instaurare relazioni tossiche e dipendenze affettive,
mostrando una sorprendente e paradossale capacità di scegliere compagni che quasi sicuramente eserciteranno violenza su di loro.
Nel caso dei ragazzi, invece, ci troviamo di fronte a varie forme di narcisismo patologico: chi ha subito violenza pensa, a un certo punto,
di poter mettere in atto comportamenti violenti sentendosi superiore agli altri, in una forma di vendetta ma anche di disperata affermazione di sé».
Infine, Binetti ha lanciato un appello alla responsabilità collettiva:
«La violenza oggi impone a tutti noi di riuscire a riconoscere anche i sintomi più minuti per sconfiggerli in una grande operazione di inclusione, gentilezza,
amabilità e perdono. Non si tratta di buonismo, ma di una vera e propria terapia dell’anima che permetta alle persone di assaporare il gusto della non violenza,
portandone nel cuore e nella mente una nostalgia profonda per poterla contrastare.
Questa è una responsabilità che tocca tutti noi, sempre e comunque»*.
La Ministra Eugenia Roccella, ha successivamente sottolineato la necessità di ricostruire il rapporto di fiducia tra cittadini e sistema dell’affido,
ricordando che:
«è inutile parlare di superiore interesse del minore se poi non teniamo conto dei suoi desideri, dei suoi sentimenti e delle sue scelte».
Ha inoltre espresso l’auspicio che il disegno di legge sugli allontanamenti dei minori, attualmente all’esame del Senato, possa trovare un’ampia convergenza parlamentare.
La Garante nazionale Marina Terragni, ha invitato a interrogarsi su una domanda cruciale: siamo davvero sicuri che ogni intervento pubblico riesca a ridurre
la sofferenza dei bambini, o in alcuni casi rischia invece di moltiplicarla? Ha inoltre sostenuto la necessità di ripensare il sistema dell’accoglienza alla luce dei profondi
cambiamenti intervenuti nelle famiglie italiane e di promuovere una nuova riflessione legislativa.
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Lettera dell’appello dei condomini di Monteverde

Uno dei momenti più intensi della giornata è stato la lettura dell’appello dei condomini di Monteverde rivolto alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Nella lettera, i residenti chiedono alla Presidente di ascoltare Stella e sua madre, esprimendo il loro sgomento per una storia che ha profondamente segnato
l’intero quartiere e chiedendo un intervento delle istituzioni.
Tra il pubblico erano presenti numerose madri coinvolte in procedimenti di allontanamento dei figli, avvocati, operatori, rappresentanti di associazioni,
femministe, cittadini arrivati da molte regioni d’Italia, testimoni di una partecipazione che ha confermato quanto il tema sia sentito ben oltre gli ambienti specialistici.
Il convegno non aveva l’obiettivo di offrire risposte semplici a questioni complesse. Ha voluto invece aprire uno spazio di confronto tra competenze diverse, nella convinzione
che il superiore interesse del minore non possa mai essere ridotto a una formula giuridica, ma debba tradursi in decisioni capaci di mettere davvero al centro la persona del bambino.
Da questa giornata nasce un impegno.
Radfem Italia raccoglierà gli interventi dei relatori e le proposte emerse nel corso del convegno in un Libro Bianco, con l’obiettivo di offrire alle istituzioni, al Parlamento e a tutti gli operatori del settore uno strumento di riflessione e di lavoro per contribuire a una riforma del sistema di tutela dei minori.
Fonte: Radfem Italia Ufficio Stampa